SOLO I RICCHI HANNO DAVVERO DIRITTO ALLO STUDIO
01/10/2010 - 18:56
Categoria: Istruzione
- Nel blog di: deboradadalt
Abitiamo in un Paese dove ci viene detto che l'istruzione è un diritto di tutti, dove chi abbia la passione per lo studio la possa soddisfare, ma non è vero, sono tutte frottole.
Anche qui, anche ora, come è sempre stato, solo apparentemente c'è una grande mobilità sociale, in realtà gran parte della società è stabile e resterà allo status in cui è stata per generazioni.
I ricchi possono frequentare le migliori università, fare miriadi di viaggi all'estero per imparare le lingue straniere, possono lavorare gratuitamente per fare i periodi di gavetta e farsi, quindi, contatti proficui per il futuro.
Il povero disgraziato, figlio di operai, deve andare all'università pubblica -ora in bilico a causa di cataclismi culturali e politici, luogo che usurpa ogni dì la sapienza- e spesso non riesce nemmeno a godere di adeguate borse di studio. Deve, così, andare a lavorare, perdere tempo da dedicare allo studio, e finire spesso fuori-corso ecc. (E' un serpente che si mangia la coda).
Io, per esempio, ora devo fare un master. Se andassi in Bocconi, forse diventerei una grossa dirigente nel campo che desidero. Se andassi in un'università pubblica, probabilmente, gli stage sarebbero fatti in aziende arrancate all'ultimo minuto e farei le fotocopie per i miei capi, senza imparare praticamente nulla.
Non mi si parli di libertà allo studio, per favore, di stato meritocratico, perchè continuo a vedere in giro tanti piccoli deficienti che solo perchè i genitori hanno i portafogli pieni possono scalare le vette, mentre tanti ragazzi talentuosi, ma senza risorse, dover accontentarsi del poco che trovano.
E poi ci viene chiesto perchè noi giovani scappiamo dall'Italia. Non si faccia finta, per carità, di non sapere la risposta!

deboradadalt
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Nella costituzione sono
Nella costituzione sono previsti tanti diritti che poi nella realtà non esistono affatto...ed ultimamente sempre meno..e di certo anche l'istruzione è uno di questi...pare si voglia tornare ai tempi in cui studiare era un lusso per pochi e quasi un privilegio di censo...siamo solo all'inizio di questo processo, ma la tentazione sembra sia quella, c'è solo da sperare che fallisca...scuole private, impoverimento e controllo autoritario di quella pubblica, vanno in questa direzione....nel passato più recente una mobilità sociale c'è effettivamente stata, di operai diventati padroni e poveri ricchi è piena la storia recente...ma in questo momento questa possibilità di modificare il proprio status sembra bruscamente interrotto...la parola meritocrazia non è che mi piaccia molto, anche perchè, per come girano le cose, si potrebbe intendere come merito il saper stare nel mondo, conoscere le persone giuste, vendersi al meglio, e in questo caso i più meritevoli sarebbero proprio quelli che vediamo in auge...e poi la meritocrazia porta alla competizione esasperata, a una lotta continua per affermarsi, e contrasta molto col principio d'uguaglianza e dentro una simile concezione della realtà che sorte verrebbe riservata ai "non meritevoli", intendendo con questi anche semplicemente quelli che "non ci arrivano" ad emergere?..dovrebbero vergognarsi per tutta la vita di esistere?...ma di certo, se fossimo in uno stato civile e moderno, dovrebbe essere, in modo gratuito, accessibile a tutti...