ninfomane 2
30/04/2009 - 22:32
Categoria: Spettacolo
- Nel blog di: manu
Tags: Ninfomane
Multisala Verdi. Ore 19.15.
Quando sono arrivata alla cassa, ho pensato: "Questa volta Albert non mi fa entrare. Questa volta sono arrivata troppo in ritardo." (Ma dovevo pure lavarmi i capelli no? mica posso andare al cinema con i capelli in disordine, no?)
E invece Albert ha detto al ragazzo della cassa di farmi il biglietto. E ha aggiunto cortese-perentorio: "Vai, su, sali che facciamo partire il film!"
Insomma sono stata a vedere Valery, diario di una ninfomane in sala 4...TUTTA DA SOLA. Non è bellissimo?
Una sala cinematografica che "apre" per te. Un film che viene proiettato al CINEMA, cioè nella sua sede deputata, solo per te.
E' stato bellissimo, ovvio. Ho tenuto persino il cellulare acceso. A metà del primo tempo, mii ha chiamato l'amico Alessandro Battistin, per parlarmi della sua ultima scultura. Va be': ero sola e avrei potuto fare conversazione a voce alta. Ma la scena era intensa: ho chiuso il telefono. Ho richiamato Alessandro tra il primo e il secondo tempo.
A proposito, location&solitudine a parte, il film mi ha convinto. Mi è piaciuto molto. Sopratutto per la pioggia (che lo faceva vibrare), per la sincerità, per l'immediatezza (tutt'altro che oscena) del messaggio.
Ma, pensandoci, se anche la sala fosse stata piena, che male ci sarebbe stato? nessuno: anzi! mi sarebbe piaciuto - sopratutto per la Cinemotion - che la sala fosse piena zeppa. Uffa! ma perché si diserta il cinema?
Io, domani, ci torno!
manu
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Ninfomane 2
Da quanto asserisce Manu, questo è il classico caso di un bel film che per attirare spettatori ha bisogno di titoli "forti". A tale proposito, mi ricordo che fino a non molti anni orsono in prossimità della porta di ingresso principale del Dante c'era una sala cinematografica specializzata in film erotici. Ricordo che noi, giovani alunni esterni del Dante, al mattino prima di entrare nelle aule davamo una sbirciata ai manifesti, dai titoli alquanto espliciti, che scatenavano la nostra fantasia (e relativi ormoni). Non essendo ancora maggiorenni non potevamo entrare, ma qualche compagno "furbo", o ripetente, ogni tanto ci riusciva. I racconti del giorno dopo rispecchiavano le fantasie sessuali del giovane spettatore.La cosa si ripetè finchè un giorno un nostro compagno, molto pragmatico e razionale, ci raccontò effettivamente quanto da lui visto in uno dei film dal titolo alquanto spinto. Fu una delusione generale che ci indusse però a valutare un po' meglio le cose nella loro sostanza e non all'apparenza.
Franco
Certo
Ma si cambia film