Modello Scandinavo o Americano?
07/09/2009 - 18:15
Categoria: Notizie e politica
- Nel blog di: Patrizio
Qualche giorno fa ho scritto un Post (qui). Argomento: Cassa Integrazione.
Il Post ha ricevuto un commento di Damien ed un messaggio personale da Gloz.
Entrambi si sono dimostrati a favore della Cassa Integrazione e più in generale degli ammortizzatori sociali (“a patto che non siano scusa per non lavorare o sviluppare lavoro nero”) e viene dichiarato che uno stato, privo di queste forme di assistenzialismo, debba essere delegittimato e rischia il tracollo dell’economia.
Vediamo un po’…
- Nei paesi in cui lo stato sociale è notoriamente eccelso, come nei paesi Scandinavi, la pressione fiscale è elevata.
- Nei paesi in cui lo stato sociale è orrendo, Stati Uniti, la pressione fiscale è minore.
Esempio Scandinavo: gli studenti universitari ricevono un mini-stipendio ed hanno a disposizione un appartamento, le strade sono pulite perché il riciclaggio viene pagato, il traporto pubblico è efficiente, la differenze tra ricchi e poveri è livellata grazie alla redistribuzione degli stipendi.
Se si rimane senza soldi lo stato provvede con una sorta di bonus da 800 euro al mese.
Questo, però, ha fatto si che nei paesi nordici non sia diffusa la cultura del risparmio: tutto ciò che viene percepito sotto forma di stipendio viene speso. Per ridurre l’evasione fiscale hanno una norma che, nell’ottica della trasparenza, permette di conoscere la dichiarazione dei redditi di chiunque (basta un SMS).
Se ci si ammala il servizio sanitario non è eccellente ed è a pagamento ed il costo delle prestazioni è talmente elevato che non esiste una cultura della prevenzione.
L’ubriacatura serale è un rito e l’alcoolismo è meno demonizzato dell’evasione fiscale.
Esempio Americano: le università migliori sono private. Se si rimane senza soldi si finisce in mezzo ad una strada, non hanno la cultura del risparmio, anzi, hanno basato la loro intera economia sul credito al consumo.
Se ci si ammala il servizio sanitario garantisce la cura ma sono diffuse le assicurazioni sanitarie che permettono di rivolgersi a strutture migliori.
Da qualche tempo hanno deciso di intraprendere una lotta feroce contro il fumo ed il consumo di alcool.
Sono famosi per essere il paese delle libertà, la stessa libertà che si sono arrogati l’onere di diffondere in tutto il paese.
Lo stato, in molti casi, sembra non esserci, ma è fortissimo il senso di nazione.
In entrambi i casi il governo è manovrato dai grossi gruppi industriali: le Lobby negli USA e la decina di gruppi industriali che reggono l’intera economia nei paesi Scandinavi.
In buona sostanza, dove si sta meglio?
In Italia?
La scuola è pubblica (costa un po’ ma non un’esagerazione), la sanità è pubblica (se si sta male si viene curati), si può bere e fumare (rischiamo patente e salute ma lo stato, intanto, incassa), il tutto con una pressione fiscale alta ma non soffocante.
Lo Stato, insomma, c’è e se ne sta tranquillo limitandosi, di tanto in tanto a “schiarirsi la voce”, per fare in modo che non ci dimentichi della sua presenza.
E’ davvero il caso di lamentarsi?
In una situazione in cui tutti i mercati sono allo sfascio e l’economia globale si chiede se riuscirà a risollevarsi, noi (Vittorio, Conegliano e Quartier del Piave) ce ne usciamo con un bilancio (fonte OggiTreviso) di:
# 2.500 disoccupati in più
# 6.500 cassa integrati
# 4.000 dipendenti ad orario ridotto
Un totale di 13.000 persone.
Tante? Sono i dipendenti della RAI!
Direi che non è male…
L’Italia sta reagendo e non so se è il caso di fare paragoni con il modello Scandinavo o quello Americano.
Patrizio
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Cerco a mia volta di
Cerco a mia volta di ampliare il mio commento precedente....il post precedente non poneva la questione di "dove si stesse meglio", ma se si ritenesse giusto che chi perdeva il lavoro fosse sostenuto con la cassa integrazione od altre forme di sostegno (altrimenti, come spesso succede, le questioni divagano e si ampliano e si perde la focalizzazione esatta della questione posta)..ed in questo senso, ed anche indipendentemente da quello che succede altrove (se una cosa ingiusta succedesse ovunque non significa per questo che sia giusta), resto della mia opinione che si tratti di un intervento utile e direi necessario da parte di uno stato cosiddetto civile...e restando sempre in sospeso la domanda "come potrebbe altrimenti vivere, in una società come la nostra, chi ha perso il lavoro e non ha nessun mezzo per autosostenersi?"....(probabilmente situazioni così estreme, almeno nei nostri luoghi, non ne esistono, così si spera, ma la questione è posta in forma generica, e se esistessero?)...c'è naturalmente anche il problema se questo sostegno sia possibile, specie in periodi di grande crisi quando potrebbe diventare estremamente oneroso...ed anche qui ritengo che sarebbe, o sarebbe stato, possibile, senza l'immane corruzione e spreco e somme di costosissimi privilegi, che hanno caratterizzato la storia del nostro paese...andando al confronto coi paesi citati, servirebbe ovviamente, per farli con competenza, il supporto di dati che non possiedo, almeno con competenza, senza scadere nella ripetizione di luoghi comuni che potrebbero essere lontanissimi dalla realtà (è già difficile conoscere con competenza le cose nostre, figurarsi quanto lo sia espandere a prospettiva in così ampi spazi)...penso però che uno stato, qualunque esso sia, per avere una legittimazione, dovrebbe dare una contropartita proporzionata a quello che riceve da parte dei suoi cittadini e redistribuendola in modo il più possibile equo e democratico...le notizie che spesso si leggono riferiscono (per quel che possono essere attendibili le notizie statistiche, visto l'uso-abuso che se ne fa, per giustificare tutto ed il suo contrario) di come la pressione fiscale in Italia sia fra le più alte, se non la più alta, in Europa..parlando poi di fiscalità si dovrebbe considerarla nel suo insieme (e non esclusivamente quella diretta come in genere si fa)..tasse, imposte, gabelle varie, investono tutto o quasi e, da quel che si legge, e per questo, abbiamo quasi tutti i servizi essenziali più cari..e credo che in virtù di tutte le risorse che in questo modo molto vasto ed articolato lo stato assorbe offrire il servizio scolastico e quello sanitario in modo semi gratuito (e sempre più semi che davvero gratuito) e aggiungiamo pure l'ordine pubblico e la difesa, sia il minimo, in rapporto all'enorme assunzione di risorse, che lo stato è tenuto a contropartire..se non si avesse questo in cambio per quale ragione si dovrebbero pagare tasse, imposte e gabelle varie?..ed a mio avviso, poi bisognerebbe essere economisti ferrati, è già davvero molto poco nel rapporto fra quanto assorbe e quanto dà...ma si tratta ovviamente di ragionamenti troppo vasti e dispersivi per poter essere inquadrati con una focalizzazione necessariamente rapida e sintetica...non si tratta in ogni caso di fare lamentazioni, riguardo a questa questione le sole persone che si potrebbero davvero lamentare sono quelle che hanno perso il lavoro e non sanno come tirare avanti, si tratta piuttosto di un tentativo, per quel che è possibile, di osservare con oggettività una realtà...