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Blog di Massimo

blog L'autunno come lo vedo io.

30/08/2010 - 19:48
Categoria: Altro - Nel blog di: Massimo
Tags: autunno, Debora, Manu

L'autunno, come tutte le stagioni, è pieno di persone. Coloro che in primavera abbiamo visto in abiti di medio peso, li rivediamo, ora, negli stessi abiti: perché primavera e autunno sono entrambe mezze stagioni. Ma con una differenza immediatamente visibile: l'abbronzatura. Anche chi non è stato in vacanza, ha preso, così, per caso, un po' di sole. E questo sole, tanto o poco, gli resiste addosso, sulla pelle, almeno fino ai Morti: assieme all'ora legale, agli ultimi gelatai ambulanti e a tante tante parole sul tema "vacanze": perché pure chi non è stato in vacanza deve sorbirsi i racconti, lunghi o brevi, di chi c'è stato.

 

Così l'autunno, a differenza della primavera, è pieno di persone abbronzate, ancora inconfessatamente vacanziere, ancora – diciamolo piano – con la testa altrove. Con ancora un briciolo delle espressioni imparate nel luogo di vacanza : "mellone d'acqua" per "cocomero" , ad esempio. E con gli ultimi souvenir culinari della villeggiatura: vasetti di marmellata o di miele o di funghi, che avremmo comprati identici in città, ma che conservano l'allure di laggiù. Questi prodotti, va da sé, sono troppo buoni per durare oltre i Morti o tutt'al più oltre le Feste: ma allora, perché non ammettere una cosa?

 

Che, se le stagioni si potessero pigliare in disparte, piglieremmo appunto in disparte l'autunno e gli diremmo: – Senta un po'. Lei mi concede di lavorare poco e male, almeno la prima settimana; tanto vi è ancora un po' di gente fuori città. E lascia che, dai ricordi dell'estate, io tragga ancora materia per sognare ad occhi aperti e (a tratti) per vantarmi con gli amici: un mesetto, non di più. In cambio, vedrà che, tempo quaranta giorni, avrò dimenticato tutto. Sarò un travet fatto e finito, con la testa giù sul banco; nuovamente pallido e piacevolmente avvolto in profumate cravatte. Avrò ceduto volentieri il gelato in cambio delle caldarroste, meno succose ma più saporite; la spiaggia in cambio del locale notturno, rimasto chiuso tutt'estate; il sole delle sette di sera per quello, non disprezzabile, delle sette del mattino. E, se di ferie parlerò, sarà di quelle dell'anno venturo.

Massimo

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Lun, 30/08/2010 - 19:48
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