Interessante articolo sull'omosessualità: leggiamolo insieme!
21/02/2011 - 01:00
Categoria: Notizie e politica
- Nel blog di: Massimo
Tags: Genova, povia, siri
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/02/19/ANeUrzkE-problema_estirpare_omosessualita.shtml
I.
Il Secolo XIX (o il Secolo, il Secolo di Genova come lo chiamano i Liguri) è un quotidiano locale, con redazioni locali a Sanremo, Imperia, Savona, Genova, Levante, alla Spezia e nel Basso Piemonte. (A Sanremo, Imperia, Savona e Basso Piemonte arriva anche La Stampa di Torino; alla Spezia arriva anche La Nazione di Firenze.) Il Secolo ha tendenze un po' di sinistra. Ci sarà dell'acredine.
II.
L'Arcidiocesi di Genova è sede cardinalizia, ha avuto Siri che era un reazionario da paura, contrario al Vaticano II e protetto dalla nobiltà genovese dopo il pensionamento e sino alla morte. E' diocesi metropolitana di tutta la Liguria: suffraganee Ventimiglia/Sanremo, Albenga/Imperia, Savona/Noli, Chiavari, Tortona, La Spezia/Sarzana/Brugnato. Insomma, ha storiche tendenze conservatrici, ma non è una parrocchietta di frontiera: ha il suo peso. Ci sarà pure dell'acredine.
III.
Da esperienze mie larghissime, posso dire che Monsignore poteva aver qualche parte di ragione SOLO in questo senso. Esistono persone che, a ragione, si sentono gay, o etero, o bisex, o addirittura del sesso sbagliato. Questo, però, vale solo per i soggetti (1) sani di mente e (2) non troppo giovani.
(1) Sani di mente, dico, perché il Disturbo Ossessivo Compulsivo ha fra i suoi sintomi la convinzione, errata ma angosciante, di esser gay (lo so dalle mie conoscenze di psicologia cognitiva): questo disturbo si può effettivamente curare con una psicoterapia. Inoltre, per quanto riguarda i trans, costoro si vedono concessa l'operazione di cambio di sesso soltanto dopo lunghe pratiche, comprendenti anche la verifica dell'assenza di disturbi mentali: altrimenti la si nega (lo so da wikipedia).
(2) E dico non troppo giovani, perché una sessualità adolescenziale, immatura (in correlazione, anche se lata, con l'età anagrafica), può essere altalenante, incerta, ed è normalmente aperta a varie esperienze. Tutto ciò non è parlante circa la futura conduzione, da adulto, della propria sessualità.
Come lo so? dai miei numerosi conoscenti che a 21 anni andavano con uomini e donne, a 28 però si erano decisi (o per l'omo, o per l'etero, o per il bisex) e poi, a 40, 50, 60 anni, son rimasti quel che erano.
E lo so da me. Io sono un ragazzo, sono etero, mi piacciono le (alcune) donne. Ma ci ho messo un po' di anni, prima di capire che gli uomini mi fanno proprio schifo, o meglio non mi sollevano (scusate il termine) alcun interesse. Ci ho messo un po' di tempo, fortunatamente ridotto, accelerato, dall'assenza di pastoie religiose (non sono cattolico) o psico-sanitarie (sono abbastanza informato).
IV.
Veniamo sùbito alle pastoie, agl'impedimenti. E chiariamo perché Monsignore, a mio avviso, aveva torto. Cominciamo dalle pastoie religiose. La sessualità - specie quella di un 20enne - è irrefrenabile e proteiforme. E' quel che è; scacciata dall'uscio, rientra dalla finestra. Non c'è nulla da fare. Ora, prendiamo un credente di 20 anni. Un credente, in Dio e nella Chiesa; uno che crede in un'obbedienza religiosa, che vuol fare ciò ch'è giusto. Diciamogli che sta sbagliando, perché fa sesso senza aspettare troppo, o perché è attratto da persone del sesso sbagliato... Bene: fra l'incùdine e il martello. Egli non può esser diverso da così, ma così non è giusto che sia. Ne nasce un cammino di auto-censura, innaturale e per questo destinato a fallire: ma nel frattempo si è perso tempo prezioso, si sono perse utili occasioni per capire sé stessi. A questo punto, ci vorrà un sacco di tempo per "uscire dall'adolescenza", cioè per scegliere, con gioia e consapevolezza, il proprio sesso, o l'altro sesso, o entrambi, o la non scelta (è una scelta anche questa). Ci si arriverà, ma in ritardo.
V.
Pastoie psico-sanitarie. Qui Monsignore è veramente fuor di strada. L'OMS, da decenni, ritiene che l'omosessualità non sia una malattia: non ha, dunque, sintomi, né una terapia: sintomi di cosa? e terapia di cosa? Fra le mansioni dei professionisti, medici o psicologi, non rientra quella d'intraprendere un cammino terapeutico in relazione all'omosessualità. Nessun Monsignore può andare da un medico o psicologo e dirgli: mi curi questo ragazzo che le mando, è un gay e me ne faccia un etero. Il medico o lo psicologo apparterrà al rispettivo albo professionale: se si presta a queste cose, va denunziato al suo ordine!
Ma vi è dell'altro e di ben più grave. Un medico e uno psicologo, se onesti ovviamente, sanno benissimo che esiste l'effetto Pigmalione: convincimi di esser malato di mente e mi ammalerò sul serio. Dimmi che, in quanto gay/bisex, sono malato, e mi creerai disturbi psichici di altro genere.
Massimo,
tranquillo eterosessuale di 29 anni.
Massimo
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se a quanto hai appena detto
se a quanto hai appena detto aggiungiamo quale grande strumento psicologico sia... (nel bene e nel male) la fede per i credenti... e quindi quanta autorevolezza possano avere le dichiarazioni di un vescovo sulla comunità dei credenti e sulle loro famiglie... il gioco è fatto: la perversione è creata ad oc. si perdona ai pedofili e si mette alla gogna il debole... il confuso... il "diverso" che però non fa male a nessuno...
quarantenne, etero... che ancora si scandalizza più di qualsiasi violenza (fisica o psicologica) se pur vissuta all'interno di un legame consacrato che di un esperienza (omo etero o ghei) che si consumi nel rispetto della consensualità delle parti adulte e capaci di intendere...
io