Regolamento   |   Privacy   |   Galateo   |   OggiTreviso   |
blogs
Blog di inbassoadestra

blog EUREKARTA: Kimberly & Clark a lezione di verbi comparati, oggi e-mu-la-re VS pro-get-ta-re

05/11/2010 - 10:28
Categoria: Altro - Nel blog di: inbassoadestra
Tags: carta igienica, ecologia, kimberly clark, lagio, marketing, russia

Nei mesi passati nella steppa post-atomica e limitrofi, mi è capitato di notare come ad oggi, in Federazione Russa, con la coscienza ambientalista ci siamo proprio poco. Poco in agenda politica, vicino allo zero nel tessuto sociale.

 

Sui grandi numeri, la raccolta differenziata non esiste, così come la preoccupazione per lo spreco dell’acqua, o il banale accorgimento per la luce dimenticata accesa nel bagno vuoto, o il frigo lasciato aperto. Nonostante i forti contraccolpi della crisi, la Russia resta un paese con un’economia che ha fatto un botto improvviso [a prescindere dalle note a margine, perlopiù grazie a Putin], e il cui uomo-della-strada è perfettamente consapevole della sua ricchezza e ruolo in campo energetico. Il messaggio che passa, grossolano ma con una buona base di verità, è più o meno Siamo forti e abbiamo energia a strafottere.

 

Poi fai un giro per i supermercati e intuisci che la situazione è sì così sul serio. E anche no.

 

L’anticultura dell’imballaggio sfrenato, per esempio, alla Russia non l’ha ancora travolta. Non è una questione di saggezza superiore, è buonsenso residuo acquisito con l’abitudine. In genere succede quando hai un passato recente di fame nera. Quando la fame nera, sempre sui grandi numeri, passa, le abitudini si modificano e adattano al nuovo stile di vita. Nel cambio capita che quelle due-tre, quattro cose buone che ci si poteva portare nel mondo nuovo, le lasci indietro pure quelle.

 

Quindi l’imballaggio sfrenato di cui sopra, non c’è da dubitarne, può fare presa e presto la farà.

 

Però intanto non c’è. Per dire, dentro il banco dei surgelati ci trovi le verdure impacchettate marca ics-ipsilon [zeta in genere no, a meno di non essere in un supermercato da ricchi], e quelle sfuse. Pacchi di cartone coi cavolfiori, le carote, i funghi [e poi generalmente basta, a meno di non essere in un supermercato da ricchi] che tu ti puoi prendere a grammo-chilo a piacere con paletta e apposito sacchetto.

 

Vale anche per tante altre cose, tipo i biscotti [quelli ce ne son di tremila tipi dappertutto, tutti e tremila con tremila chili di burro].

 

E per la carta igienica.

 

Da un lato alcune marche di quella normale, dall’altro, La Carta. Quella diffusa nella maggior parte delle case di persone di reddito medio, e nei bagni degli esercizi commerciali, e degli uffici, e delle università. Quella che nei supermercati, e anche sulle bancarelle dei mercati all’aperto, la impilano a casaccio in un unico grosso imballo di plastica o nelle scatole di cartone, che ti prendi i rotoli singolarmente, quanti ne vuoi secondo il bisogno.

 

Non ha un aspetto molto invitante, è scuretta, mica tanto morbida, come quella delle elementari dei giorni che andava male e dicevi cavolo, oggi c’è la carta ruvida.

 

Sembra riciclata, ma davvero non posso essere sicura che lo sia. E ce n’è di più che nei nostri rotoli perché è tutta piena, senza il cilindro di cartone dentro. Sembra scomoda, in effetti un po’ lo è. Però inizi a fregartene molto molto presto perché è la più economica. E in casa, che eravamo in due-russe-tre-europee a turnarci con la spesa, a nessuna è mai venuto in mente di prenderne dell’altra.

 

Ora, io sul Post mi imbatto in un articolo titolato La Carta Igienica Senza Rotolo di Cartone. E leggendolo apprendo che la Kimberly-Clark  Ha progettato un nuovo tipo di carta igienica senza il cilindro di cartone in mezzo. In un contesto in cui Da anni l’industria della carta igienica sta cercando senza successo innovazioni sostanziali.

 

Ma soprattutto,

 

In un’intervista a USA Today uno dei direttori dell’azienda, Doug Daniels, non ha voluto spiegare i dettagli del processo con cui il tubo è stato eliminato, limitandosi a dire che si tratta di uno «speciale processo di avvolgimento».

 

Segue spiegazione del fatto che purtoppo per ora la carta non è riciclata, e che lo sarà se l’idea farà presa sui consumatori. Adesso non so quanto costerà la carta igienica del futuro, ma ci ho il sospetto che lo speciale processo di avvolgimento [per cui riderò circa fino a gennaio diemilaeundici] ce lo, glielo, faran pagar caretto.

 

Quindi,

 

Concludendo,

 

Volevo dire ai rappresentanti ed esperti e scienziati della Kimberly Clark che abitualmente frequentano questo blog. Volevo dirgli che hanno tutto il mio plauso per aver im-por-ta-to ad Ovest, ri-e-la-bo-ran-do-la, una buona realtà già esistente ed ampiamente diffusa in altre aree del mondo.

 

inbassoadestra

Commenti: 1 Favoriti: 0 Voti: +++++
votato da
commenti
ritratto di marte168
iconamarte168
Dom, 07/11/2010 - 13:57

continua così

Un piccolo passo per luomo, ma un grande passo per l ' manità