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Blog di Massimo

blog E' morta Anna staccato Lisa

04/10/2011 - 16:46
Categoria: Persone - Nel blog di: Massimo

La conoscevate? Da mesi era l'eroe del web, delle news, dei blog; l'eroe buono, l'eroe della speranza. Se non la conoscevate, riassumo io.

 

Anna staccato Lisa era una comune malata di cancro, purtroppo giovanissima (33 anni). Con tutti i malati di cancro divideva il ben noto calvario, diagnosi interventi terapie remissioni ricadute agonia. Ai suoi cari giunga la mia stretta di mano e un omaggio sincero e commosso. A tutti gli altri, qualche osservazione a margine del dibattito scientifico e antropologico sul cancro, dibattito decisamente non alla mia portata.

 

Partirei proprio dal blog di Anna staccato Lisa. Perché Anna staccato Lisa teneva un blog, <annastaccatolisa.splinder.com>. Il blog, tuttora (4 ottobre 2011) aperto e corrente, ha avuto inizio col ricovero della ragazza presso una struttura di cure palliative. Questa struttura, ubicata a Livorno, ha accolto Anna staccato Lisa un paio di mesi fa e non l'ha abbandonata sino alla fine. Assicurandole una degenza confortevole, tra cure attente e premurose, e con due fuori programma: un collegamento con "La vita in diretta", nota trasmissione pomeridiana di Rai2, e perfino... il matrimonio, presso la cappella dell'ospedale.

 

Anna staccato Lisa aveva precisato, e lo possiamo leggere nella homepage del blog, - So che non potrò mai guarire. Non ci sono cure, non ci sono terapie per il mio cancro. Posso solo sperare di cronicizzare la malattia, di conviverci. - Aveva ragione, purtroppo, solo in parte: la prognosi era non solo infausta, ma addirittura a scadenza breve, un mese o due; questa è sostanzialmente la condizione di accesso ai centri per cure palliative. Detti centri (ancòra troppo pochi e troppo piccoli) garantiscono al malato un protocollo di trattamenti antidolorifici e di tutto quanto possa permettergli un'agonia dignitosa (da uomo e non da bestia): ma nessun trattamento terapeutico. Le flebo, le pompe eccetera, a cui il paziente sta attaccato, non gli somministrano presidii di guarigione, ma di puro sollievo. Perché ogni trattamento terapeutico, medico o chirurgico, sarebbe inutile e semmai dannoso.

 

Ciò dunque dovrebbe essere chiaro: la vita ha un inizio e una fine; questa è la fine; ma la scienza medica, che si è dichiarata vinta nel restituirmi alla vita, mi dona ancòra qualche giorno di sollievo. Qualche giorno per me, qualche giorno in cui sentirmi me stesso, ritagliandomi margini di lucidità e di autonomia. Invece il blog di Anna staccato Lisa, a scorrerlo bene, è (era) tutto un profluvio di speranze, quasi d'impazienza di guarire ( - Non vorrei andarmene, ma vorrei STAR BENE E ANDARMENE, questo sì -. Maiuscolo nel testo).

 

Se questo sperare, questo illudersi, aiutasse a vivere,... ma che ben venga!!! Purtroppo l'esperienza m'ha insegnato che non è così. Ho visto amici e parenti, con un genitore malato di cancro, sempre sereni e speranzosi, convinti che il babbo o la mamma sarebbe guarito come da un raffreddore. Ecco: a costoro la morte, inevitabile, del congiunto giungeva del tutto INASPETTATA. E mi veniva dipoi comunicata con accenti non di vuoto inconsolabile, o di disperazione alternata a sollievo, ma di angoscia stupefatta e scioccata, accompagnata dalla necessità di non vedere più (non per qualche mese, ma per qualche anno) chiunque avesse conosciuto lo scomparso. Mentre sarebbe stato bello spezzare anche il pane della sofferenza, cercando di venirsi incontro a vicenda e non gareggiando alla disgrazia più grande.

 

E' stato detto da più parti che la nostra civiltà ha abolito il pensiero della morte. Figata, no? No, davvero... Nell'illusione millenaria di vincere la morte, siamo riusciti solo a rimuoverne il pensiero. Questo vuol dire che abbiamo rinunciato a categorizzarla, ossia a renderla dicibile, pensabile, assimilabile. Ciò è pericolosissimo, perché la morte, come dicevo, non è sparita, e, indirettamente, fra parenti e amici, ci colpisce ben più di una volta. E ogni volta rischiamo d'impazzire, senza l'aiuto di quelle armi (la categorizzabilità, la dicibilità eccetera) che abbiamo deciso, noi in prima persona, di spuntare.

 

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Massimo

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iconaMassimo
Mar, 04/10/2011 - 16:46
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