Bistecca non al sangue
12/09/2010 - 14:17
Categoria: Altro
- Nel blog di: manu
Tags: poker Stefy
- Uffa! finisco sempre col parlare di te nel mio blog!
- Già. Pare anche a me.
Prendete per buono il dialogo. Si è svolto un'ora fa. A casa. Tra la lavastoviglie, un lacerto di tovaglia-fantasia-ampezzana e la pattumiera.
Ho detto a mia figlia che avrei confezionato un post sul suo malumore (il post lo state leggendo). E lei ha risposto (vedi sopra, per la risposta).
Il fatto è che io e mia figlia abbiamo una visione antitetica dell'arte culinaria.
Per me pranzo o cena significano: nutrirmi quando ho fame e non a ore fittizie imposte dall'esterno; mangiare in piedi, scaricando la posta dal computer o rispondendo a una telefonata che stress; spiluccare gli acini d'uva non lavati dal sacchetto della Coop o mangiare il pollo arrosto appena partorito dal microonde con le mani e un foglio di Scottex.
Per mia figlia, pranzo e/o cena significano: preparare il tavolo con una tovaglia pulita; metterci sopra tutte le cose del caso (posate, bicchieri, salviette, suppellettili, oliera e saliera e sopratutto un tour de force di peperoncino piccante che lei metterebbe pure sul gelato alla fragola); non abbondare di olio; controllare che calorie, proteine e carboidrati stiano in equilibrio perfetto; fare l'occhiolino al sale ma senza esagerare; fingere di sedurre lo zucchero o il cacao ma poi fare marcia indietro e dire no non ci sto.
Insomma: un'ora fa ho preso una bistecca di puledro che stava in frigorifero. L'ho piazzata su un foglio di alluminio. L'ho messa sulla piastra. L'ho fatta cuocere venti minuti (il tempo di una telefonata a mia cugina che mi doveva raccontare l'we) e po l'ho posizionata su un piatto in attesa di una famelica bocca. D'accordo: la bistecca faceva schifo. L'ho assaggiata e ho pensato che era da vomito, però l'ho lasciata sul piatto perché non-si-sa-mai.
Mia figlia l'ha vista, l'ha assaggiata a sua volta. Ha detto che era un insulto alla cucina e mi ha tirato su una paranoia coi fiocchi sul fatto che io non so cuocere le bistecche, che mi approfitto degli animali, che già consumiamo troppo carne rossa, che già inquiniamo l'ambiente con il nostro fasullo bisogno di proteine e che io non dovrei permettermi di rovinare e mandare al macero della carne solo perché ho la testa altrove. Poi ha preso il piatto con la bistecca immangiabile e l'ha buttata nella pattumiera: Toh! la getto così non la vedo e non ci penso!, ha detto (eticamente) spazientita.
Io, piena di sensi di colpa (un classico, come i fagioli con la cipolla), le ho risposto che su questo suo gesto da primadonna avrei scritto un post.
E ho aggiustato di sale:
- Almodovar ha scritto Tutto su mia mare. Tu, Stefy, dovresti firmare un blog dal titolo Contro mia madre. Anche perché scrivere un blog che raccontasse tutto di me sarebbe impossibile, vero?
(nessuna risposta) La Ste aveva già pascolato fuori dal recinto argomentativo.
Ancora una volta il nostro interloquire era finito con una domanda aperta. La mia.

manu
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Bistecche
Accidenti, non avrei mai immaginato tanto interesse per la bistecca! Se tanto mi da tanto immagino cosa potrebbe accadere se l'argomento del filosofeggiare fosse la "gnocca", visto l'interesse suscitato quando si è accennato a tette e lato B. (o George)!
Franco
Quanto al dolce
al posto delle parole preferirei al momento una crostata di mirtilli con crema pasticcera, magari al mattino, con un bel cappuccino schiumoso.
In ogni caso
La cottura è breve e richiede pochi minuti. La salatura alla fine. Un filo d'olio e via. Capisco l'etica ma le proteine nobili sono necessarie, almeno una volta alla settimana. Rinvigoriscono, soprattutto il maschio.
quel che no stroza
Quel che no stroza ingrasa
e viceversa
vedi titolo
Piano di cottura
E' evidente che tua figlia ha ragione. E lei non è contro, è lei.
Sì. è lei
E' vero. Non è contro, mia figlia. Mia figlia non è contro di me. Forse, paradossalmente, a essere un po' contro di me, ma solo perché pressata, solo perché mi sono dis-posta a contrafforte contro la mia schiena, ci sono solo io. Io adoro l'etica nel piatto di mia figlia. Condivido il suo sdegno per il consumo sbraitato di carne rossa. Concordo con lei sul fatto che noi-che-ce-lo-possiamo permettere dovremmo apparecchiare il menù. Il fattto è che la mia distrazione toglie sapore al primopiatto, si confonde coi contorni, smaterializza il dessert. Esaspera il dolce che in fondo c'è in ognuno di noi
puledro alla griglia
certo, 20 minuti di piastra sono tantini x 1 puledro... fa a tempo a diventare un cavallo adulto! dovrei star zitto x' non lo so cucinare (faccio invece ottime grigliate di altre bestie). però è vero, noi 20-30enni di oggi stiamo attentissimi a cosa mettiamo nel piatto, tendendo, con ciò, a catechizzare i nostri genitori.
manu, non temere di parlare dei figli! i miei autori preferiti sono amurri, salvalaggio e luca goldoni. oggi sono decaduti o deceduti, ma anni fa avevano anch'essi figli giovani e, nei loro libri, scherzarono molto su di loro. erano uomini, erano papà: mi mancava una donna che parlasse dei figli in termini così antiretorici :)
grande
grazie Massimo. Ti invito amangiare la prossima bistecca di puledro. Tranquillo. magari la cucini tu. O la Ste